Guida alla scelta

I combustibili:

LA LEGNA

La legna è oggi sicuramente la fonte energetica rinnovabile più utilizzata e disponibile e quella dal costo più contenuto a parità di produzione di calore.
Riscaldare a legna è quindi la scelta più economica.
Il legno è, inoltre, una fonte di energia:

  • RINNOVABILE: perché viene continuamente riprodotta, in tempi brevi su scala umana, dagli alberi e dagli arbusti che crescono utilizzando l'energia solare;
  • NEUTRALE: riguardo l'emissione di anidride carbonica nell'atmosfera ("CO2-neutrale") perché la CO2 emessa con la combustione è la stessa che era stata assorbita dalla pianta con la fotosintesi;
  • PULITA: perché alla fine del processo di combustione (se esso avviene correttamente) restano SOLO sostanze naturali ovunque abbondantemente presenti nel nostro ambiente in concentrazioni non tossiche per gli organismi viventi.

IL PELLET

Il pellet è un combustibile ricavato dalla segatura essiccata e compressa in forma di piccoli cilindretti, senza l’aggiunta di additivi o altre sostanze chimiche. Combustibile naturale e fonte energetica rinnovabile ad alta resa, il pellet ha un potere calorifico che, a parità di volume, è circa doppio rispetto a quello della legna. Il pellet brucia completamente lasciando ceneri residue minime, che possono essere utilizzate come fertilizzante. E’ commercializzato in pratici sacchi da 10/15 Kg o sfuso, tramite apposito servizio di distribuzione con autobotte. Grazie alla ridotta dimensione dei suoi elementi, il pellet può essere gestito come un liquido ed immagazzinato in contenitori anche di notevoli dimensioni, situati nel locale più comodo, garantendo un elevato livello di autonomia

IL GAS

Assicura grande comodità poiché l’alimentazione è continua, ma il suo costo è più elevato. Inoltre il gas non è una risorsa rinnovabile.
 
I prodotti da riscaldamamento, i combustibili, il risparmio

Qual'è il prodotto "giusto" per riscaldare?
E' possibile l'integrazione con il solare?

LA FONTE DEL CALORE propone diverse tipologia di prodotti, funzionanti con diversi combustibili e idonei a realizzare veri e prorpi impianti di riscaldamento. La scelta del prodotto "giusto" deve essere fatta tenendo conto delle caratteristiche degli ambienti da riscaldare, della presenza o meno di impianti pre-esistenti, della possibilità di disporre di un vano-camino e del tipo di utilizzo che si fa dell’abitazione. Senza dimenticare, naturalmente le preferenze estetiche in quanto trattasi, comunque, di prodotti che svolgono anche una funzione di arredamento.
Inoltre tutti i prodotti ad acqua JOLLY-MEC consentono l'abbinamento con le soluzioni per il solare e solare termico ossia la realizzazione di impianti nei quali il calore prodotto, da qualsiasi fonte (compreso il termocamino o la termostufa), viene gestito in modo integrato consentendo una gestione ottimale dell'impianto di riscaldamento e dl produzione d'acqua calda sanitaria.


Da sapere ....

sulla combustione della LEGNA
Quando si parla di combustione della legna, ci si riferisce a quel processo chimico nel quale si combinano i componenti fondamentali del materiale legnoso con l’ossigeno dando luogo ad una reazione durante la quale si sviluppano luce e calore.
L’ossigeno viene assunto dall’aria, nella quale è presente nella percentuale volumetrica di circa il 20-21%. Il restante 79% circa di gas contenuti nell’atmosfera, di cui la maggior parte è azoto, non partecipa alla combustione ma anzi provoca dispersione di calore. Infatti, questi gas passando attraverso la zona di combustione assorbiranno calore che trasporteranno all’esterno della stessa camera di combustione unitamente ad altri residui.
Per avere una combustione “accettabile”, occorrono circa 2,5 mc di ossigeno per ogni Kg. di legna.
Circa il fenomeno della combustione della legna, solitamente lo si descrive come un fenomento che si sviluppa in tre fasi:

  1. Essiccazione: con temperature di 150-200 °C viene persa l’acqua ancora presente nel legno. Pertanto: tanto più il legno è umido, tanta più energia sarà necessaria per essiccare il legno e tanto più basso risulterà il rendimento della combustione della legna. Quindi legna molto umida = basso rendimento e maggiore emissione di vapore acqueo.
  2. Gassificazione: tra i 200 °C ed i 600°C si ha la così detta pirolisi o gassificazione del legno ossia la legna comincia a decomporsi in componenti volatili (gas e vapori) ed in carbonio solido. A 500 °C l’85% del peso della legna si presenta sotto forma di composti volatili.
  3. Combustione: a partire da 400 °C e fino a circa 1200 °C si ha l’ossidazione finale dei prodotti di decomposizione con liberazione di calore.

Nella realtà, distinguere la combustione nelle citate tre fasi ha solo scopo didattico in quanto le singole fasi si sovrappongono in modo complesso.
A tutti sarà capitato di notare, dopo aver acceso il fuoco in un caminetto o in una stufa, che dal tronco, dal quale è iniziata la combustione, comincia ad uscire dell’acqua mista a vapore. Infatti i processi di cui sopra interessano il singolo tronco ma in tempi diversi per cui all’interno della camera di combustione, dove potranno esserci altri pezzi di legno, non vedremmo una singola fase ma un continuo e complesso avvicendarsi delle singole fasi.
Da quanto sopra si può concludere affermando che la combustione della legna, presuppone, la contemporanea presenza, in giuste proporzioni, di tre elementi fondamentali: il materiale legnoso, l'aria e la temperatura. In assenza anche di uno solo di questi fattori la combustione non ha luogo, mentre se le proporzioni non sono rispettate si ha una combustione incompleta con produzione in quantità elevate di idrocarburi, monossido di carbonio (CO), polveri, fuliggini. Queste emissioni inquinanti, tuttavia, tenderanno a diminuire con l'aumentare del rendimento termico e a scomparire man mano che la combustione tende ad essere completa.

E' per questo che la scelta di un prodotto ad alto rendimento certificato JOLLY-MEC o LA STUFA BERGAMASCA è una "giusta scelta" in quanto consente di ottenere il massimo sfruttamento del combustibile e le minime emissioni inquinanti

 











Conviene riscaldarsi con il legno
o i suoi derivati?

In generale, diverse possono essere le considerazioni che portano a scegliere l'installazione di un caminetto o una stufa, ossia:

  • l’importanza che si attribuisce alla conservazione dell’ambiente;
  • la soddisfazione fisica e psicologica che si ricava dal “fai da te” energetico;
  • l’indiscutibile fascino e il particolare tepore che solo il fuoco della legna sa dare;
  • ...

Spesso, però, sono considerazioni di tipo pratico ed economico (che in questo momento storico sono tornate a far sentire tutto il loro peso) a favorire l’impiego del combustibile legnoso ossia:

  1. l’economicità della legna e dei sui derivati; (anche se l'economicità delle biomasse - tra cui il legno e derivati - in Italia, rispetto ai combustibili fossili, è aumentata dalla forte tassazione italiana - assente negli altri paesi europei specialmente del nord - di circa 40c€/litro sul gasolio da riscaldamento e di circa 15 c€ /m3 di metano e del mancato pagamento dell’IVA sulle accise);
  2. la disponibilità di incentivi e contributi.

Vediamo in dettaglio:

1) L'ECONOMICITA' DELLA LEGNA E DEI SUOI DERIVATI

Investire in un caminetto o in una stufa ad alto rendimento è una scelta che si ripaga in pochi anni: riscaldare a legna, infatti, consente di risparmiare fino al 60% rispetto al costo del gas; riscaldare a pellet invece fino al 40% (anche se per il pellet il mercato si è dimostrato negli anni alquanto altalenante con periodi in cui il costo per kWh prodotto con questo combustibile aveva quasi raggiunto quello del gas metano).
Nalle tabelle sotto riportate viene effettuato il confronto energetico ed economico tra i combustibili alternativi ed i combustibili tradizionali fossili.

  • La prima tabella rileva il costo orario del riscaldamento utilizzando diversi combustibili (sono stati considerati valori medi riferiti al mercato italiano in un determinato momento storico);
  • la seconda tabella rileva la differenza, in valore assoluto e in percentuale, del costo necessario a riscaldare un appartamento di circa 150 mq, prendendo come riferimento una caldaia a gas metano.

Per il riscaldamento a legna è stato considerato il legno di faggio con umidità media del 20-30%. Nelle valutazioni del rendimento è necessario considerare che ogni legno ha una resa diversa e che l’umidità incide sensibilmente sul rendimento.

Quindi:
1 litro di gasolio equivale a 2,6 Kg di legno secco o 2,14 Kg di pellet;
1 mc di gas metano equivale a 2,3 Kg di legna secca o 1,89 Kg. di pellet.
Naturalmente l'effettiva percentuale di risparmio dovrà essere valutata in base al costo effettivo del combustibile praticato al momento dell'acquisto (tenendo conto anche di eventuali contributi previsti per zone non metanizzate).
Se i prezzi praticati sono sensibilmente diversi da quelli sopra esposti è possibile crearsi la propria tabella del risparmio: clicca qui.
In ogni caso bisogna tener presente che il risparmio può derivare anche dal fatto di utilizzare un impianto "diverso" da quello esistente. A tal proposito è interessante la comparazione dei costi di gestione tra un un impianto ad elevata inerzia termica (a pavimento) e un impianto a bassa inerzia termica (a radiatori) con la quale si è dimostato come il primo possa comportare costi di gestione fino al 39,8% superiori rispetto al secondo (per saperne di più: clicca qui).

2) LA DISPONIBILITA' DI INCENTIVI E CONTRIBUTI

L'utilizzo della legna, o in generale delle biomasse, a fini energetici è incentivato non solo dallo Stato ma anche localmente da Regioni, Provincie e Comuni.
Per quanto riguarda lo Stato, gli incentivi più importanti sono:

  1. la detrazione fiscale del 36%: che consiste nella possibilità di detrarre dalle imposte sui redditi il 36% delle spese sostenute per il recupero di case di abitazione. I beneficio spetta fino ad un tetto massimo di € 48.000,00 per abitazione, da dividere tra i soggetti aventi diritto alla detrazione per anno di imposta, da suddividere in dieci anni (o cinque o al limite tre in base all'età del beneficiario). Trattandosi di una detrazione dall’Irpef lorda, sono ammessi a fruirne tutti coloro che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno sul territorio dello Stato.
    Va precisato che si tratta effettivamente di una detrazione dall’imposta e non di un rimborso; ciascun contribuente ha perciò diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione.
    Per ulteriori informazioni scarica la Guida dell'Agenzia delle Entrate aggiornata a luglio 2011
  2. la detrazione fiscale del 55%. Il DM 26/1/10, in vigore dal 14/3/10, ha profondamente innovato la normativa in materia, modificando il DM 11/3/08. L'art. 3 c. 3 di quest'ultimo decreto ora precisa che, ai fini dell'accesso alle detrazioni fiscali, "in caso di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili si assume una quota di energia fossile pari all'energia primaria realmente fornita all'impianto moltiplicata per il fattore 0,3".
    Si può quindi ancora accedere alla detrazione fiscale applicando il comma 344 della Finanziaria ma poiché questo comma prevede che l'intervento debba essere riferito all'intero edificio e non alle singole unità immobiliari che lo compongono, la documentazione che occorre approntare, anche qualora l'intervento riguardi la singola unità immobiliare, deve fare riferimento all'edificio nel quale essa è inserita. Il DM 11/3/08, inoltre, prescrive anche che la nuova caldaia a biomasse deve rispettare le seguenti ulteriori condizioni:
    a) avere un rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 di cui alla norma europea EN 303-5;
    b) rispettare i limiti di emissione di cui all'allegato IX alla parte quinta del D. Lgs. 3/4/06 n. 152 (disponibile su questo sito) e successive modifiche e integrazioni, oppure i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, se presenti;
    c) utilizzare biomasse combustibili ricadenti fra quelle ammissibili ai sensi dell'allegato X alla parte quinta dello stesso D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche e integrazioni;
    d) garantire, per i soli edifici ubicati nelle zone climatiche C, D, E e F, che i valori della trasmittanza delle chiusure apribili e assimilabili, quali porte, finestre e vetrine, rispettino i limiti massimi riportati nella tabella
    4a dell'allegato C al D.Lgs. 192/05;
    e) dichiarare il rispetto dei predetti requisiti nell’asseverazione compilata dal tecnico abilitato e in sede di trasmissione all'ENEA della documentazione necessaria per accedere alle agevolazioni.
    Ulteriori informazioni ed aggiornamenti al sito:
    http://efficienzaenergetica.acs.enea.it e http://www.agenziaentrate.gov.it
 
LA FONTE DEL CALORE - Tel. 041-5461850 - Negozi/Mostre: PEDEROBBA (TV) - TRIVIGNANO-MESTRE (VE) - VILLAFRANCA PADOVANA (PD)